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Premessa


"Commercio elettronico" e "globalizzazione degli scambi" sono un binomio ricorrente nella valutazione e nella descrizione degli effetti derivati della rete Internet.

Lo sviluppo della rete ha notevolmente incrementato e facilitato l’accesso e l’acquisizione di informazioni e di beni e servizi per gli utenti della stessa.

 Tuttavia, e superata la prima fase di crescita esponenziale, dovuta in parte alla "curiosità" di chi si affaccia per i primi tentativi di acquisto on-line, la curva di crescita si è attenuata. Paradossalmente, l’eliminazione delle barriere spazio-temporali che caratterizza l’operatività sulla rete, ha creato per i consumatori nuove barriere o comunque una serie di punti interrogativi relativi al buon esito della transazione posta in essere.

La variabile della fiducia del consumatore nella transazione virtuale è diventata particolarmente critica a ragione della distanza geografica tra le parti, della mancanza di contatto fisico o visivo tra i contraenti e non ultimo dalla diverse regolamentazioni nazionali sempre più costrette al confronto.

Sono dunque la distanza, la diversità delle normative nazionali o l’assenza di regolamentazione specifica (soprattutto in campo fiscale) ad alimentare i dubbi del consumatore. Inoltre, tale incertezza viene, correttamente, identificata, non solo con riferimento alla fase conclusiva dell’accordo telematico, ovvero del pagamento a distanza, ma a tutte le fasi dell’accordo a partire dal momento iniziale, della ricerca da parte del consumatore, dell’operatore al quale richiedere il bene o servizio desiderato.

Sono così identificabili una serie di interrogativi, o di aree, relativamente ai quali va colmata la fiducia del consumatore, e che in ultima analisi, a livello aggregato, consenta un incremento del commercio elettronico.

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